Ridere fa bene, questo lo sappiamo tutti. Ma perché il nostro cervello trova certe cose divertenti? Gli studiosi parlano di “teoria dell’incongruenza”: ridiamo quando le aspettative vengono deluse in modo inatteso e innocuo. È una sorta di cortocircuito cognitivo che il nostro cervello risolve con una risata. E non siamo gli unici: scimpanzé, ratti e persino alcuni uccelli producono suoni assimilabili alla risata durante il gioco. La differenza è che noi esseri umani ridiamo anche per elaborare tensioni sociali, per creare legami e — diciamocelo — per prendere in giro il prossimo in modo socialmente accettabile.
Nel corso della storia, l’umorismo ha cambiato forma ma non sostanza. Gli Antichi Romani, per esempio, erano maestri della satira politica e dell’ironia sui costumi sociali: Giovenale e Marziale prendevano di mira avari, adulatori e mariti traditi con una ferocia che farebbe impallidire certi comici contemporanei. La risata, insomma, è sempre stata uno specchio deformante della società.
La barzelletta di Pierino e la moglie del futuro
E con questo spirito goliardico, ecco una delle grandi verità della vita condensate in una barzelletta:
La maestra dice ai suoi piccoli alunni: “Bambini, oggi parliamo un po’ di voi e dei vostri progetti per il futuro. Cosa vi piacerebbe fare da grandi?”
Pierino, tutto esaltato, risponde tutto d’un fiato: “Voglio diventare il più grande delinquente del mondo! Rubare, truffare, fare un sacco di grana, comprarmi ville e auto di lusso. E poi mi voglio sposare con una donna bellissima, girare il mondo e fare la bella vita con mia moglie: lei non dovrà lavorare, le insegnerò come imbrogliare e viaggeremo per il mondo truffando e raggirando chiunque. Faremo così tanti soldi da non sapere più dove metterli! Pure lei si potrà comprare tutti gli sfizi: vestiti, gioielli, pellicce, macchine, yacht… qualsiasi cosa voglia, fosse anche la più costosa del mondo, perché noi saremo i più ricchi della Terra!”
L’insegnante, scioccata e senza parole, decide di non dare credito a quella risposta agghiacciante e di andare avanti con la lezione:
“E tu, Eleonora? Cosa vuoi fare da grande?”
La piccina sorride e risponde candida: “Io voglio essere la moglie di Pierino!”
Perché questa barzelletta fa ridere
Il meccanismo comico è classico ma sempre efficace: il colpo di scena finale ribalta completamente la prospettiva. Mentre l’insegnante — e il lettore — si aspettano una risposta rassicurante da parte della bambina, Eleonora dimostra di avere già le idee chiarissime. Non su come diventare una brava persona, ma su come scegliere bene il partner.
- Il personaggio di Pierino è l’eterno bambino sfacciato della tradizione comica italiana, che dice ad alta voce quello che gli adulti pensano sottovoce.
- La risposta di Eleonora è il vero colpo di genio: invece di condannare il piano criminale, lo abbraccia con una lucidità disarmante.
- L’ironia sottotesto è pungente: la vera satira non è sul crimine, ma sul pragmatismo romantico — o forse su entrambi.
Una barzelletta che, tra una risata e l’altra, ci ricorda che i bambini capiscono molto più di quanto vogliamo ammettere. E forse, qualche volta, capiscono anche troppo.
