La barzelletta dell’indovina famosa che non indovina nulla ti farà morire dal ridere

Ridere è una delle attività più antiche e misteriose dell’essere umano. Dal punto di vista neurologico, la risata attiva simultaneamente cinque diverse aree del cervello, tra cui la corteccia motoria e il sistema limbico. Ma cosa ci fa ridere davvero? Secondo gli studiosi, il meccanismo alla base dell’umorismo è l’incongruenza risolta: il cervello percepisce una situazione inaspettata e, nel momento in cui la “risolve”, scatta la risata come risposta di sollievo. Non siamo soli in questo: anche i ratti e i grandi primati ridono, sebbene con suoni impercettibili all’orecchio umano. Già questo dovrebbe farci riflettere su quanto siamo speciali — o forse no. Nella storia, l’approccio all’umorismo è cambiato radicalmente. Gli Antichi Romani, per esempio, amavano l’ironia pungente rivolta ai potenti, alle professioni e alle superstizioni del tempo. Indovini e auguri erano bersagli preferiti: fare previsioni sbagliate era una colpa imperdonabile, e i comici dell’epoca non se ne lasciavano sfuggire nemmeno una.

La barzelletta

Un signore va da una famosa indovina. L’indovina, senza nemmeno aprire gli occhi, chiede solennemente:

«Chi è?»

E il signore, con un sorriso appena accennato, risponde:

«Cominciamo bene!»

Perché fa ridere

Il meccanismo comico è semplice ma chirurgico. L’indovina, che dovrebbe sapere tutto in anticipo grazie ai suoi presunti poteri soprannaturali, non riesce nemmeno a indovinare chi ha bussato alla porta — l’informazione più banale e immediata che esista. La risposta del signore non è una critica esplicita, ma una constatazione ironica: bastano due parole per smontare l’intera credibilità dell’indovina. È l’incongruenza perfetta — quella tra l’aspettativa (l’onniscienza) e la realtà (l’ignoranza totale) — a generare la risata. Breve, tagliente, senza scampo. Come piace a noi.

Lascia un commento